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Top Ten Gangster Movies

di Emanuele D'Aniello

 

Il cosiddetto “Gangster Movie” è uno dei genere più antichi e popolari nel cinema mondiale e molti grandi registi nel corso degli anni si sono cimentati nel raccontare storie di mafia realizzando alcuni dei più grandi capolavori della storia. Proprio per questi motivi stilare una classifica simile è incredibilmente difficile, si rischia sempre di lasciare fuori qualche grande film. Proviamoci lo stesso e come sempre, poiché ognuno ha una propria classifica personale, ricordiamo che nei commenti potete dire quali sono le vostre preferenze.

 

MENZIONI SPECIALI:

Quattro grandi film, diversissimi tra loro, che per un nulla non rientrano in una ideale Top Ten. Era Mio Padre di Sam Mendes, tratto da una graphic novel, è un grande affresco nostalgico del passato più epico della criminalità americana, una storia anche intima e personale che si avvale di una delle ultime maestose interpretazioni di Paul Newman. King of New York di Abel Ferrara con uno straordinario Christopher Walken è un film oscuro, nichilista, intriso di pentimento e senso di colpa, un mondo in cui la criminalità da salotto lascia spazio alla strada con le sue leggi spietate. Donnie Brasco di Mike Newell racconta la vera storia dell’agente sotto copertura Joe Pistone, disegna con cura nei dettagli il mondo mafioso degli anni settanta e avvalendosi delle grandi caratterizzazioni di Al Pacino e Johnny Depp riesce anche a costruire una grande storia d’amicizia. Infine Gli Intoccabili di Brian De Palma ci presenta l’adrenalinica caccia ad Al Capone, una meravigliosa ricostruzione d’epoca con un grande cast e tante scene e battute memorabili.

 

 

10. CROCEVIA DELLA MORTE  (di Joel & Ethan Coen, 1989)

Uno dei primi e tra i migliori lavori dei fratelli Coen è un noir intriso di amoralità, idiozia e humour nero, insomma il classico stile grottesco dei due registi. Gabriel Byrne è l’intenso volto di Tom Reagan, il consigliere di un boss che si ritrova in mezzo ad una guerra tra bande e un triangolo amoroso: intorno a lui un mare di stupidità e tanta violenza, personaggi sciocchi ma spietati. C’è già tutta la poetica dei Coen in più una cura formale forse mai raggiunta successivamente, una descrizione dell’ambiente, dei costumi, dei modi di fare perfetta, tutto necessario a svelare che dietro ai più pericolosi criminali esistenti si nascondono uomini che probabilmente senza una pistola in mano non incuterebbero timore nemmeno ad una mosca.

 

 

 

 

 

 

9. THE DEPARTED  (di Martin Scorsese, 2006)

 

Infernal Affairs uscito ad Honk Hong qualche anno prima era già un ottimo film, ma Scorsese con questo remake riesce a superarlo e a superarsi. È il ritorno alle origini per il regista newyorkese, una storia metropolitana di violenza e tradimenti dagli echi quasi shakespeariani, un intrigante gioco di resistenza e immedesimazione di due uomini sotto copertura, chi nella mafia chi nella polizia, e quella cupola d’oro di una chiesa a ricordarci costantemente che se vogliamo rimanere vivi è meglio scegliere un’altra strada. Nel film c’è tutto Scorsese e con un cast in stato di grazia ottiene i suoi primi strameritati Oscar della carriera.

 

 

 

 

 

 

8. CIDADE DE DEUS  (di Fernando Meirelles, 2002)

Buscapè e Dadinho hanno due sogni così incredibilmente distanti: il primo vuole diventare un fotografo, il secondo il più temuto criminale di Rio de Janeiro. Il problema è che entrambi riusciranno a realizzare i loro desideri. Il film brasiliano di Fernando Meirelles che percorre tre decenni di vita nelle favelas di Rio de Janeiro è un crime movie eccitante e adrenalinico con una regia sicura e il montaggio frenetico ma al tempo stesso è un film doloroso dal forte impatto emotivo, una storia di denuncia sociale e politica sulle condizioni e le aspettative di vita nei quartieri più poveri. Una gemma all’interno della filmografia sudamericana che è riuscita a lasciare un segno anche fuori dai propri confini.

 

 

 

 

 

 

7. MEAN STREETS  (di Martin Scorsese, 1973)

Se come detto The Departed è il ritorno alle origini, Mean Streets è l’origine, il primo capolavoro di un giovane Martin Scorsese e lancia lui, Robert De Niro e Havey Keitel tra i più grandi nomi del cinema. Per le vie di Little Italy un gruppo di giovani amici criminali ne combina di tutti i colori tra risse e debiti di gioco, ma il film è soprattutto la tragica rappresentazioni dei ragazzi di strada, Charlie è praticamente l’alter ego del regista continuamente tormentato e diviso tra l’attrazione per il mondo religioso della chiesa e la criminalità facile con i suoi amici. Il dilemma religioso e il senso di colpa è sempre presente nei film di Scorsese, che qui inizia anche a mostrare i suoi classici marchi di fabbrica: grande cura nel montaggio, uso della musica rock moderna, regia virtuosistica, violenza primordiale incontrollata. Con grandi richiami al Nouvelle Vague francese Scorse firma il suo primo grande film e vedendolo ora rimane una favolosa summa di tutto il suo cinema.

 

 

 

 

 

6. SCARFACE  (di Brian De Palma, 1983)

Tony Montana è un rifugiato cubano in fuga verso Miami, e appena arrivato capisce che la strada più facile per fare soldi è darsi alla criminalità. Lo sfregiato non ci pensa troppo e inizia una rapida ascesa, che naturalmente è solo l’inizio di un inesorabile e fatale declino. Il remake di Brian De Palma supera l’originale degli anni 30, Scarface è uno dei film più violenti e eccessivi mai realizzati, a testimonianza dell’incredibile successo basta ricordare che a dispetto dell’insegnamento morale presente nel film Tony Montana è un personaggio idolatrato da tutti i gangster di strada e non solo. Un film potentissimo, eccessivo in ogni elemento: nel sangue, nei colori, nella droga, nella lussuria, nei soldi, nei caratteri dei personaggi, grazie ad una sceneggiatura perfetta firmata Oliver Stone e all’interpretazione irripetibile di Al Pacino che mai più ritroverà un simile furore. Un grande affresco su come il potere possa davvero dare alla testa.

 

 

 

 

 

5. CARLITO’S WAY  (di Brian De Palma, 1993)

 

Dieci anni dopo Scarface sembra quasi incredibile che lo stesso regista e lo stesso attore possano creare questo film, perché Carlito’s Way è l’esatto contrario di Scarface, è tutto ciò che quel film non era: misurato, controllato, intimista, crepuscolare. Carlito Brigante è un Tony Montana più maturo, Al Pacino si supera nuovamente regalandoci con quella barba e quel cappotto nero una delle prove più intense e carismatiche della sua carriera. De Palma riprende i temi iniziati con Scarface e li amplifica in una visione incredibilmente pessimista, perché a differenza di Scarface ora l’uomo può anche migliorare e redimersi, ma le cattive azioni compiute in vita non ti molleranno mai.

 

 

 

 

 

4. LE IENE  (di Quentin Tarantino, 1992)

Sei criminali che non si conoscono tra loro e portano nomi di vari colori per non essere identificati trovano non pochi problemi quando rapinano una gioielleria. Motivo? Tra di loro c’è una spia della polizia. L’esordio di Quentin Tarantino al cinema è tuttora indimenticabile, una rivoluzione copernicana totale nel mondo del cinema indipendente. Bassissimo budget, cast contenuto, girato quasi interamente in un garage, montaggio  cronologico scomposto, ma già ogni elemento del futuro cinema di Tarantino è presente, dai dialoghi fiume e non interessanti per un film, ad esempio se sia giusto o meno dare la mancia, ad alcune chicche registiche come la classica inquadratura tarantiniana dall’interno del portabagagli di una macchina . I gangster sono il centro dell’azione, ma l’azione criminale è spogliata da ogni romanticismo e epicità, gli uomini sono cannibali l’uno con l’altro. Dopo questo film nessuno potrà più sentire allo stesso modo “Stuck in the Middle with You”.

 

 

 

 

 

3. C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA  (di Sergio Leone, 1984)

Il capolavoro di Sergio Leone è uno dei film più belli, emozionanti e struggenti nella storia del cinema, e al tempo stesso controversi, a causa della folle distribuzione americana che decise di tagliare ben 2 ore rispetto alla versione di 4 ore che oggi conosciamo e soprattutto montare le scene in ordine cronologico, distruggendo tutta la poesia della sceneggiatura. Fortunatamente anni dopo il film è stato rivisto e rivalutato anche in America, e ora è nell’Olimpo dei grandi film. Mezzo secolo di storia americana è narrata attraverso le esperienze di vita di un gruppo di amici, iniziando dal Proibizionismo si percorre la loro crescita e l’evoluzione di un intero mondo. Un film intriso di nostalgia e malinconia, un’esperienza totalizzante che ci ha lasciato in eredità l’immortale Sergio Leone.

 

 

 

 

 

2. QUEI BRAVI RAGAZZI  (di Martin Scorsese, 1990)

Nicholas Pileggi scrive il romanzo sulla vita del pentito Henry Hill e Martin Scorsese da quelle pagine trae uno dei più grandi spaccati antropologici e sociologici mai realizzati sulla vita della mafia. I criminali non sono anti-eroi romantici, epici, ma uomini normali con tanti vizi e difetti a cui piace mangiare, arricchirsi, drogarsi e avere quante più amanti possibili. Scorsese con occhio chirurgico denuda non la mafia ma i mafiosi in ogni rito e tradizione, nei più piccolo dettagli. Avvalendosi di un cast altisonante in stato di grazie Scorsese firma probabilmente la sua miglior regia tra piani sequenza indimenticabili e carrellate virtuose. Jimmy Conway, Tommy DeVito e Henry Hill non sono tre mafiosi ma tre icone che raffigurano un intero mondo, e dopo di loro i film di gangster non potranno essere più superati, al massimo imitati, come hanno fatto I Soprano portando a nuovi livelli la tv americana.

 

 

 

 

 

1. IL PADRINO / IL PADRINO PARTE II  (di Francis Ford Coppola, 1972/1974)

Scindere i primi due del film de Il Padrino è possibile e anche facile, ma fondamentalmente sarebbe ingiusto. Perchè i primi due film de Il Padrino sono non solo il miglior ritratto realizzato sul mondo mafioso ma anche due tra i capolavori più immensi e influenti nella cinematografia mondiale di tutti i tempi. Il Padrino è la raffigurazione della saga familiare dei Corleone e della vita familiare al massimo livello, un feroce ritratto dell'America con un monumentale Marlon Brando, mentre Il Padrino Parte II è la distruzione di quei legami familiari e culturali, la trasformazione definitiva di Michael Corleone e la sua discesa negli Inferi della moralità, una storia di tradimenti e dannazione eterna difficile da gestire con in parallelo l'ascesa di un giovane Don Vito interpretato da un grande Robert De Niro. Se tuttora in tutto il mondo l'idea di film di gangster viene abbinato automaticamente Il Padrino un motivo ci sarà.

 

 

 

 

 

Questa la mia classifica per i Gangster Movies, ora come detto la cosa importante: a voi nei commenti la possibilità di stilare la vostra personale Top Ten.

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